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Storia |
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M° Yang Lin
Sheng
- Jin Ji Du Li - |
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Le
origini del Tai Ji Quan sono, come sempre accade agli
stili interni di Kung-Fu avvolte nelle nebbie dei tempi:
una delle molte versioni ne attribuisce la paternità
ad un eremita taoista di nome Zhang San Feng, colto funzionario
del governo che, intorno ai sessant'anni si ritiro' dalla
vita pubblica e vago' a lungo alla ricerca di qualcuno
che fosse in grado di trasmettergli il Dao. Dopo molti
anni incontro', finalmente, un eremita che gli insegno'
delle tecniche meditative taoiste per ottenere l'immortalità.
Zhang pratico' per 7 anni con scarso successo, ma alla
fine il lungo addestramento lo portò alla comprensione
suprema.
Richiamato dall'imperatore per offrirgli la carica di funzionario e consigliere,
decise di rifugiarsi sui monti e continuare la sua pratica. |
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Si stabilì sulla catena dei "tre picchi" (in cinese "San Feng" da
cui il nome) e fu qui che continuo' i suoi vasti studi; un giorno, avvertendo dei
rumori, uscì dalla capanna e vide un serpente e una gru (simbolicamente lo Yin e
lo Yang) che lottavano: la gru agiva per linee rette col becco e defletteva gli attacchi
dell'avversario con le ali, il serpente si muoveva circolarmente e si lanciava in
attacchi rettilinei.
Colpito dallo spettacolo cui aveva assistito, Zhang inizio' una lunga ricerca, provando
e riprovando tecniche di combattimento che aveva appreso al tempio di Shao Lin e
integrandole con le sue conoscenze cosmologiche e alchemiche.
Lo stile che nacque allora è l'antesignano dell'attuale Tai Ji Quan, anche se è impossibile
anche solo immaginare quali profondi mutamenti abbia subito nei secoli successivi.
Un'altra leggenda racconta che gli dei abbiano trasmesso il Tai Jia Zhang in sogno
e che il giorno dopo l'eremita sia stato in grado di sgominare 100 predoni a mani
nude.
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continua
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